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domenica, 15 marzo 2009

cocoon

chissà come si sta lì dentro... a volte vorrei rinchiudermi in un bozzolo e non uscire più.
postato da: lapetineuse alle ore 19:56 | link | commenti
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mercoledì, 11 marzo 2009

ignorantitudine

se mi dicono Darfur, penso subito a un ipermercato. Credevo che il Transatlantico fosse una nave che attraversa l'oceano. Mi servirebbe uno speleologo per scendere laggiù, nel buco profondo delle mie lacune. Però recupero parecchio se mi chiedi di pizzi e di trine, di silhouette skinny e di panta jodhpur. Mi servirà mai a qualcosa nella vita? Sono proprio un'ignorantessa. Sì, sì, questa lo so: è una crasi. Sono un po' ignorante, un po' platessa. Surgelata, però.
postato da: lapetineuse alle ore 21:34 | link | commenti
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martedì, 10 marzo 2009

a volte ritornano

non credevo che il mio blog fosse ancora attivo. che sopresa. è strano rileggermi qui, in questo specchio riflesso di quello che sono e di quello che faccio. è passato tanto tempo. in questi mesi sono stata in carcere, nelle celle di poggioreale, a trovare mio padre. sono stata a matrimoni, funerali, in clinica a portare fiori profumati alle amiche partorienti. la vita è strana. è folle. a volte mi sento la comparsa di uno spettacolo teatrale, a volte mi sento padrona delle mie azioni e dei miei pensieri. a volte semplicemente non c'è scampo, e gli eventi ti strappano la pelle di dosso, ti bruciano come lave vulcaniche e se ti va bene ti colpisce qualche lapillo, se ti va male sei fottuto. tutto scorre. tutto corre. forse troppo. lasciatemi riposare. lasciatemi dormire un po'.

Ho bisogno di riflettere.
postato da: lapetineuse alle ore 20:56 | link | commenti
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lunedì, 01 ottobre 2007

CADUTE


Qualcuno oggi mi ha detto che è stato un peccato abbandonare questo blog così, di punto in bianco, senza un motivo.
Non mi andava più. Ero stufa. In questi mesi volevo tagliare i ponti. Ho cambiato lavoro, ho trovato l’amore, poi l’ho perso, ho cambiato vita. Io sono cambiata.
Poi ieri è accaduto qualcosa. Qualcosa che mi ha turbata, sconvolta al punto giusto.
Quello che pensi che possa accadere lontano da te.
Quello che non deve accadere quando sei felice e hai eliminato le appendici inutili della tua vita. E che ti riporta qui. A confidarti con un blog e a vomitare pensieri. Tutto sembra così irreale che ne sei felice, perché puoi vivere nel dubbio che tutto ciò non sia mai accaduto davvero.

“L’ha scaraventata a terra con violenza, e ha continuato a infierire su di lei anche quando il braccio destro era visibilmente fratturato. Lui urlava, con gli occhi fuori dalle orbite, sembrava impazzito, indemoniato, in preda a un raptus. Lei piangeva, con la sua frattura multipla scomposta, e pensava, atterrita, che un solo rapido movimento le aveva permesso di sbattere il braccio e non la testa, morendo così sul colpo. Con quell’impeto di violenza tutto può succedere, Lei questa notte la passerà in ospedale a piangere e ad autocommiserarsi perché in fondo se non fosse stato per quel ragù troppo salato, nulla sarebbe accaduto. Lui stanotte resterà nella stanza vuota di sua figlia, perché nel talamo non ci vuole più dormire. Fumerà le sue sigarette, forse verserà qualche lacrima, pensando alla cazzata che ha fatto. La follia ti abita in casa. Ed esplode quando meno te l’aspetti”.

In fondo siamo tutti dei poveri, miserevoli esseri privi di senno. Nemmeno quello di poi.
A volte ti fanno cadere con tale violenza, che è davvero difficile tirarsi su.
postato da: lapetineuse alle ore 20:17 | link | commenti (6)
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giovedì, 17 maggio 2007

Primave-ee-raa

Questi sono giorni di acuti attacchi di "cretinera".

Saranno i pollini che mi otturano il naso. E pure il cervello.

Alterno momenti di semi-lucida serietà a becere uscite in romanaccio, o peggio vocine alla Topo Gigio ed espressioni da manga giapponese.

Forse sono riposseduta dallo spirito di un cartone animato. Ecco, secondo me è Spank, oppure Torakiki.

Che fatica essere normali. E’ più divertente essere cretini. Gnà
postato da: lapetineuse alle ore 23:03 | link | commenti (2)
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giovedì, 26 aprile 2007

Percorsi

Ho voluto la bicicletta...e mo' pedalo, eccome se pedalo...
postato da: lapetineuse alle ore 19:55 | link | commenti (1)
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venerdì, 20 aprile 2007

LOBOTOMIZZAZIONE IN ATTO

Stamattina sono arrivata in ufficio con mezz’ora di ritardo.
Niente di grave, in teoria.
Ti alzi al mattino e compi i soliti gesti quotidiani: il tempo di riprendersi dal trauma del risveglio, gli occhi appiccicati e gonfi, lo sguardo perso nel vuoto. La doccia rigenerante, la T-shirt che ti piace tanto, il copriocchiaie, rossetto rosso, e via di iPod nelle orecchie per non affrontare il mondo.
Tram, il conducente di turno. Pensieri, sbadigli. Fermate, persone. Vecchietti che farfugliano, studenti che ciarlano.
Eccomi arrivata.
Il portone dell’ufficio è chiuso. Citofono.
Nessuno risponde, continuo a citofonare. Niente. Nessuno mi sente.
Passano dieci minuti, nessuno entra al 34.
Ma che cavolo succede stamattina?
Sono in ritardo e nessuno mi apre. Arriva una collega.
"Come mai sei qui fuori?”
“Temo che il citofono sia guasto, è un quarto d’ora che continuo a bussare ma senza esito. Provo a telefonare, qualcuno scenderà ad aprirci”.
“Qualcuno ci apre per favore?”
“Strano che il citofono si sia rotto all’improvviso, è passato il postino stamattina e funzionava!”
Fine della storia.
Se non fosse che alla macchinetta del caffè ho avuto l’illuminazione: stavo citofonando insistentemente al 61. Ho passato quasi mezz’ora fuori ufficio tentando di farmi aprire da chissà chi, mentre selezionavo, lobotomizzata, il mio caffè zuccherato.
E’ un po’ come quando digito il pin del telefonino al Bancomat.
Stordimento assoluto alla soglia dei trent'anni.
postato da: lapetineuse alle ore 22:19 | link | commenti (3)
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domenica, 15 aprile 2007

le iene

sono intorno a me. Che brutta sensazione non fidarsi più di nessuno.
postato da: lapetineuse alle ore 22:00 | link | commenti (1)
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lunedì, 09 aprile 2007

LE VIE DELL’ETERE SONO INFINITE

Ok, lo ammetto. E’ un periodo di cinismo e cattiveria e di completa non fiducia negli esseri umani, ma passerà. Ultimamente me lo ripetevo ogni mattina, svegliandomi con la cosiddetta “cazzimma”  che mi fa pensare “non dar troppa confidenza, si alla fiducia nel prossimo ma ricordati che appena possono tutti te lo mettono in quel posto, e cosi via”.

Convivere con il cinismo allo stato puro, con la cattiveria che ti difende dalla malignità, indossando la corazza di forza anti-dolore, stava diventando un’abitudine,

Fino all’altra sera, quando ho incontrato LUI.  Non ci vedevo molto bene, lo stato alcolico aveva già fatto il suo effetto, ma l’attrazione era forte. Un viso stupendo che al risveglio tra le coperte dopo una notte di folle sesso, mi sembrava ancora più bello.

Questo ragazzo al mattino si è trattenuto a CHIACCHIERARE con me, svelandomi i suoi INTERESSI, le sue PASSIONI.

Io con gli uomini ci scopo e basta, ma questo qui ha qualcosa in più. Posso dialogare.

Mi ha perfino mostrato il video del suo regista preferito, la sua paginetta su myspace (la community online che raccoglie mezzo mondo) con tutti suoi lavori.

Insomma, forse questo è quello giusto.

Per un po ho deciso di lasciarmi andare. Di sperare, di fantasticare su questo ragazzo dagli occhioni blu e dai modi di fare cosi gentili, quasi regali.

“Ci vediamo domani sera, non vedo l’ora”. “Anch’io”. Smack smack.

Evvai di via Col Vento e pensieri edulcorati e da coppietta in calore.

Curiosa, mi sono messa a navigare sulla sua bella paginetta myspace. “Lo conoscerò meglio” mi sono detta. “E’ adorabile, mi sono ridetta” “ ha una marea di interessi, in effetti per il lavoro che fa deve essere per forza un piccolo genio”.

Poi ho riconosciuto una mia vecchia amica nella sua Top friends e le ho scritto subito un messaggino di saluto, chiedendole come le andavano le cose.

Esco, è Pasqua cavolo. Vado a una festa. Torno tardi.

Mi attacco a internet, è una droga. La mia amica mi ha risposto al messaggio, raccontandomi che la sua vita va benissimo, che si è trasferita nella mia stessa città dove convive con il fidanzato, e che spera di vedermi presto. Peccato che il fidanzato abbia un nome così strano (credo sia il primo che conosco in vita mia con quel nome) che non può essere altri che lo stesso che mi sono scopata la scorsa notte.

Pietrificata dall’imbarazzo, dalla rabbia, dallo sconcerto, l’ho contattato (sempre online, ma stavolta su messenger) per insultarlo. Non gli ho concesso la possibilità di discolparsi, l’ho denigrato e basta.

“Sei un uomo di merda, perché non me l’hai detto subito? Ti rendi conto in che situazione mi hai messo con B….?”

“Non potevo sapere che eravate amiche cosi intime”

“Sei una merda, ci vivi pure insieme da tre anni, cavolo!”

“Si ma anche lei non è sua santità. E poi è sempre in giro con sua madre, non c’è mai qui a casa, è sempre fuori città”.

“E ti sembra una giustificazione questa? Odio le persone come te, odio chi non sa essere sincero nemmeno con se stesso. Odio chi cerca di mantenere intatte relazioni che si basano sulla menzogna alla nostra età, quando abbiamo tutto il tempo di cambiare il corso degli eventi”.

“Hai ragione, anch’io mi odierei se mi conoscessi”.

“”Certo, sei cosi egocentrico che godresti anche nell’odiarti”

“Sei cosi carina, mi sono divertito da morire l’altra sera…mi spiace un casino, davvero…Non volevo che lo sapessi cosi, te l’avrei detto io al momento giusto. Adesso cosa farai? Non lo dirai mica a B…”

“Crepa pure dalla paura, io sono matta, non lo saprai mai”.

MI SCONNETTO all’improvviso.

Stamattina mi sono svegliata con il cuore che mi lacrimava. Come se fosse ricoperto da un filo spinato, ormai. Non credo che lo lascerò più correre libero e spensierato, aggrapparsi alla potenziale felicità come se niente fosse.

Non ho mai creduto nell’amore, ma non mi sono mai preclusa la possibilità di cambiare idea, Oggi invece si. Per fortuna che quest'imbecille qui mi ha fregata per meno di 24 ore.
postato da: lapetineuse alle ore 11:41 | link | commenti (3)
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martedì, 20 marzo 2007

Sii paziente

Ecco, me lo dice perfino la paginetta del blog che devo essere paziente.

E il bello è che ci provo. Almeno all'esterno, per quanto mi è possibile.

Paziente, ovvero umile, capace di aspettare il "mio" momento, quello giusto, tentando di dire la frase giusta al momento giusto, di non sparare baggianate a vanvera, di non infervorarmi troppo se non per motivi validi.

Ho tentato di imbrigliarmi in questi anni. Perchè capire i propri limiti è una grande conquista.

Ricordo ancora quando un collega mi piazzò sulla scrivania una cartolina: "Verificare che la spina sia inserita prima di parlare". Disegnato, un bel cervello e la sua presa elettrica. Arrossii, lui era un "superiore" di tutto rispetto e con quel gesto non mi offese, piuttosto mi stupì. Lo penso ancora oggi, perchè qualcuno mi faceva riflettere, si interessava a me. Tentava di darmi un consiglio in modo ironico. E mi mise faccia a faccia con le mie debolezze, le mancanze. Perchè solo così potevo capirle, affrontarle, sconfiggerle. Entro i limiti del possibile. Ok, pensai. Mi sforzai di essere più riflessiva, meno aggressiva, un po' più umile. E da stolta ho sempre pensato che tutti seguono lo stesso cammino. Ma non è così.

Oggi mi piacerebbe incontrare di nuovo persone capaci di farmi pensare. Ma devo fare start up.

Siamo tutti così concentrati sul nostro ego, sulle nostre paturnie, sui nostri doveri, sui nostri diritti...è tutto nostro, e nessuno deve interferire, nessuno deve giudicare, nessuno deve aver nulla da ridire sul nostro operato infallibile e sulle nostre decisioni irremovibili.

Siamo troppo pieni di noi stessi. Incapaci di ascoltare. Che si tratti di parole o di gesti.

Avrei voglia di ascoltare nuovi maestri, capaci di indirizzarmi, di insegnarmi le tante cose che ancora non conosco, di pronunciare le parole giuste al momento giusto. Vorrei incontrare qualcuno ancora in grado di DONARE. In modo semplice, senza rendiconto.

A volte penso che ci vorrebbe una pausa dai noi stessi. Per riempirci l'anima. Basta concentrarsi solo sul proprio ego inorgoglito e incattivito che non cambia mai idea, perchè ha sempre ragione.

Solo gli imbecilli non cambiano mai idea.
postato da: lapetineuse alle ore 19:57 | link | commenti (7)
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